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Hardware

Sto scrivendo questo post su un netbook Asus Eee PC Touch T91MT. Si tratta di un netbook con un ATOM  Z520, 1 GB di RAM, 32GB di disco SSD, video da 9” multitouch, Wi-Fi, Bluetooth, webcam, in formato tablet convertibile.

Pur non essendo un fulmine di guerra, fa veramente impressione usare Windows 7 Home Premium con Aero attivato su un tablet multitouch di queste dimensioni.

Abbiamo acquistato un nuovo portatile Lenovo T510. E la sensazione è la stessa del mio HP da casa: sistema operativo pulito e ben installato, macchina che risponde, pochi minuti per la prima partenza. Insomma una esperienza gratificante rispetto a quello che succedeva con i vecchi PC.

Nel contempo è anche arrivato un  monitor multitouch Acer T230H. Collegati i due cavi in pochi secondi era funzionante. Usare Windows 7 con un multitouch è interessante.

Infine in questi giorni abbiamo finito l’installazione di un IBM BladeCenter H con delle lame HS22 su una storage IBM DS4700 (con switch Brocade). Ovviamente con Windows 2008 R2 e Hyper-V. Al di là della quantità innominabile di firmware da installare e una lama guasta (subito sostituita dal servizio di assistenza), l’installazione è stata una esperienza fluida: solo 4 giorni di lavoro dalle apertura delle scatole alla messa in produzione.

Si vede che questi hardware sono progettati per questi software.

Notevole!

Il mio ultimo PC ha la forma di un PC. Non si può confondere con un altro tipo di elettronica da salotto. Questa è stata una scelta consapevole: io voglio che si capisca che sto usando una rete di PC in casa e non degli apparati dedicati. Avere un PC vuol dire stare dalla parte della versatilità contro la rigidità. L’aspetto visivo deve evidenziare questo mio schierarsi!

Ho acquistato un nuovo PC da usare al posto del mio vecchio Media Center (autocostruito 5-6 anni fa) che cominciava a fare le bizze.

Stavolta, non avendo tempo a disposizione,  ho acquistato una macchina pronta: un HP Pavillion p6304it in bundle con un monitor HP 2009v. Si tratta di una macchina con un processore Core i3, 4 GB di RAM, 500 GB di disco, una scheda video ATI Radeon HD 4650 con 1 GB di RAM e una uscita HDMI (fondamentale per collegarla in modo efficiente al televisore HD). Il video è un 20” HD Ready. Altro particolare interessante è che la macchina non è previsto utilizzi un sistema a 32 bit. A questo PC aggiungerò a breve una scheda televisiva con un doppio sintonizzatore digitale terrestre.

L’aspetto che mi ha più colpito è che ha Windows 7 a 64 bit senza tutto quel ciarpame che caratterizza(va) queste macchine. Questa volta non ho formattato la macchina: ho semplicemente disinstallato l’antivirus trial Norton proposto e installato Microsoft Security Essentials.

Finalmente ci sono macchine in grado di fornire out-of-the-box una Windows Experience valida.

Una delle cose più belle di Vista è il fatto che Microsoft ha praticamente costretto i produttori a mettere nei PC delle schede video decenti con il supporto DirectX. Questo abilita e migliora una serie di funzionalità tra cui WDDM e WPF.

Questo è uno dei fattori che sta facendo fare un salto di qualità all’esperienza dell’utente (tralasciando i driver bacati, ovviamente). E’, secondo me, anche uno dei fattori determinanti che mettono sullo stesso piano Windows 7 e Mac OSX.

Ora si apprende che IE9, come Silverlight, userà l’hardware grafico per accelerare il rendering. Che altro dire se non che è una buona cosa!

Per una serie di motivi in questi giorni mi sono trovato personalmente coinvolto nella vendita e nell’installazione di un sistema di virtualizzazione basato su diversi prodotti hardware IBM e software Microsoft. In particolare abbiamo costruito e configurato un sistema a doppio server IBM x3655 con uno storage IBM DS4700 (in tecnologia Fibre Channel ovviamente) con un elevato livello di ridondanza per garantire alte affidabilità e continuità. Al tutto è stato aggiunto un tape storage IBM TS3100 con unità LTO3.

Installare l’hardware e configurarlo è stato (relativamente) molto semplice. Mi ha particolarmente impressionato lo storage DS4700 con l’ultima revisione del firmware in grado di supportare completamente Windows Server 2008 in cluster e con il supporto multipath nativo.

Ma visto che questo è un blog su Windows vorrei concentrarmi sull’aspetto del sistema operativo.

Per prima cosa abbiamo installato Windows Server 2008 Enterprise sulle due macchine. Poi, dopo i necessari aggiornamenti, abbiamo installato Hyper-V. Dopo aver configurato lo storage e aver agganciato alle macchine le partizioni logiche dello storage abbiamo lanciato il tool per la creazione del cluster (di failover): il wizard ha chiesto che macchine avrebbero fatto parte del cluster e ha lanciato una serie di test che hanno evidenziato alcuni errori di configurazione. Corretti velocemente questi problemi abbiamo rilanciato il wizard che in pochi minuti ha creato un sistema di cluster funzionante. Lasciatemi dire che rispetto a 2000/2003 è un bel miglioramento.

Visto la presenza di Hyper-V tra le risorse clusterizzabili esistono anche le macchine virtuali. Creare una macchina virtuale clusterizzata (quindi in grado di resistere al crash di uno dei nodi) è questione di pochi minuti. Ovviamente il solito wizard guida l’utente nell’operazione passo per passo.

La facilità di installazione e configurazione di tutto il sistema è veramente notevole.

Dopo aver fatto questo abbiamo installato il Data Protection Manager, la soluzione di backup di Microsoft. DPM (con l’SP1) ha riconosciuto immediatamente il tape storage IBM. In pochi minuti ha configurato il sistema di backup. Anche di questo mi ha stupito la semplicità.

E’ un dato di fatto che questa semplicità d’uso in pochi mesi ha convinto molti nostri clienti che, anche aiutati da noi, hanno deciso di montare 2008 e Hyper-V.