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Exchange

Ho letto su un paio di siti (tra cui Infoworld) che il nuovo Mac OS X “Snow Leopard” include il supporto nativo per Exchange. E questo mi torna.

Ho anche letto su questi siti che non serve acquistare alcuna licenza Microsoft per usarlo. Ma questo non mi torna.

Mi spiego meglio: Exchange richiede una licenza per utente di posta indipendentemente dal client utilizzato. Che si usi Outlook 2010 o Thunderbird o Lotus Notes o un telefono Nokia, per l’accesso alla casella la licenza deve essere acquistata.  Mi sembra molto strano che questo non debba essere fatto se uso un Mac.

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Oggi ero dal cliente con i nuovi 1000 utenti che sono partiti con il nuovo sistema di posta elettronica. Come al solito qualche problema minimale facilmente gestibile.

Visto che sono in fase di relax volevo accennare alla console grafica di gestione di Exchange 2007. In pratica si tratta di un wrapper su alcune funzionalità delle Cmdlet PowerShell (non sono tutte le funzionalità quindi i comandi è bene impararli). La particolarità più interessante è che, una volta eseguito il comando, la console mostra quello che si dovrebbe digitare sul prompt per ottenere lo stesso risultato.

La console diventa anche un grande strumento didattico.

La prima volta che ho usato una cosa del genere è stato ai tempi dell’IBM AIX 3.x con SMIT. Inutile dire che anche allora questo aspetto mi aveva impressionato. Probabilmente sarà colpa della mia passione per le interfacce utente!

Exchange ha la possibilità di sincronizzare i contenuti della casella di posta (rubriche e agenda comprese) con uno smartphone basato su Windows Mobile. Questa funzionalità è disponibile da parecchio tempo e supporta vari modi di utilizzo come sincronizzazione a richiesta, schedulata e push. Questa ultima è la funzione di delivery della mail sul telefonino in tempo reale e, a mio giudizio, è una vera maledizione visto che ti rende schiavo. Molto meglio schedularla e con un intervallo non troppo piccolo.

Questo è reso possibile dal protocollo che Microsoft chiama ActiveSync, un meccanismo di sincronizzazione che utilizza HTTP e HTTPS come protocollo di trasporto. La cosa che però, nonostante tutto, è ancora poco nota è che Windows Mobile non è l’unico telefono ad implementare ActiveSync. Ad esempio ultimamente mi è capitato di utilizzare diversi modelli Nokia con Symbian dove il tool per la sincronizzazione con Exchange è installabile come addon aggiuntivo. Il funzionamento è del tutto simile a quello di Windows Mobile (almeno per quel che riguarda le caselle).

Microsoft, Nokia, Apple, Lotus, RIM e altri utilizzano un misto di tecnologia proprietaria e standard per ottenere risultati più o meno simili. E SyncML che fine ha fatto?

Un nostro cliente ha acquistato un’altra azienda e si è reso quindi necessario migrare un migliaio di utenti di posta della nuova azienda sul sistema di posta del gruppo basato su cluster Exchange 2007 distribuendoli equamente sui database e sui nodi. Per questione di politiche aziendali abbiamo dovuto cambiare gli indirizzi di posta ma mantenendo i vecchi come alias. E’ poi stata cambiata in modo massiccio la gestione delle caselle comuni. Tutto questo condito con una discreta dose di eccezioni alle regole e complicato dal fatto che le caselle sono associate ad utenti definiti in una foresta diversa.

Exchange 2007 è un sistema molto potente con la possibilità di definire parecchie cose in modo automatico. Questi automatismi però non permettono di indirizzare tutte le problematiche definite sopra (in special modo le eccezioni). L’integrazione di Exchange 2007 con PowerShell lo rende assolutamente interessante. La possibilità di agire con le cmdlet dedicate sugli oggetti che ne rappresentano le entità gestite permette di raggiungere una flessibilità molto alta. Per indirizzare tutti i problemi abbiamo combinato quindi un certo numero di script ottenendo un ottimo risultato

Personalmente conosco shell come ksh o bash (e persino csh) e ho utilizzato spesso script in Perl e VBScript. Però questi strumenti non raggiungono la flessibilità di PowerShell dove si accede ai sistemi sottostanti mediante un modello uniforme integrato con l’accesso alla maggior parte del .NET framework. Se ancora non l’avete guardata è ora di farlo.

PowerShell è una delle chicche dell’ultima generazione dei sistemi Microsoft e sono arrivato a pensare che da sola può essere il motivo di aggiornamento da una vecchia versione di un prodotto alla nuova versione integrata con essa. Microsoft sarà arrivata tardi alla festa delle shell ma ci è arrivata veramente con stile e, a buon diritto, oggi è uno degli attori di riferimento.