Cos’è l’innovazione?

Negli ultimi anni in tutto il mondo si parla di innovazione, di quanto è importante e di come questa sia l’unica via. Dato il mio lavoro e il mio background culturale non posso che essere d’accordo. Il problema è definire cosa è innovazione.

Tralasciando settori che non conosco vorrei concentrarmi sul mio campo di attività: il software in particolare e l’informatica in generale. Secondo me invenzione significa creare qualcosa di nuovo che prima non esisteva mentre innovazione significa utilizzare qualcosa di nuovo o utilizzare in modo nuovo qualcosa di vecchio influenzando con questo atto il mondo circostante. E per mondo intendo la comunità in cui si opera. Una innovazione cambia il mondo, una invenzione no.

La capacità di inventare e l’innovazione nel mio (nostro) settore di attività sono due aspetti che lavorano a volte in sinergia a volte in competizione. L’innovazione dipende anche dalla capacità che ha il pubblico (cliente aziendale o consumatore o altro, poco importa) di assorbire il risultato. E’ inutile creare il più grande prodotto tecnologico del mondo se poi questo non viene utilizzato. Qualche tempo fa io e alcuni collaboratori eravamo affascinati da una tecnologia software molto interessante. Il punto era se investirci sopra o no. Una obiezione che mi ricordo di aver fatto era la seguente: "potremo essere uno delle poche aziende che ci lavorano sopra e quindi con un mercato potenzialmente lucroso ma se siamo troppo pochi l’invenzione morirà e il lucro non ci sarà". Decidemmo quindi di monitorarne l’evoluzione. In effetti la tecnologia morì proprio perchè il mercato non decollò. Probabilmente era troppo presto.

Io penso che l’innovazione sia un equilibrio fra invenzione (in senso ampio) e pubblico di utilizzatori dell’invenzione.

Se si accetta questa definizione ci si accorge che fare innovazione non è facile e continuare a farla è ancora più difficile: servono idee, persone con idee e capacità, pubblico che recepisce. Tutte cose che costano parecchio.

E io ritengo che su questi tre elementi si gioca la partita per il futuro (tutto) del nostro settore. Ci tornerò in un prossimo post.

2 comments
  1. Sono pienamente d’accordo con la tua idea di innovazione.

  2. Tom Gross, di Reuters, sostiene che l’innovazione sia come una partita a flipper : più una persona diventa brava, più aumenta il numero di palline con cui gioca ma, appena sbaglia, è fuori. Detto in altri termini, alla persona viene affidato un progetto: se esso va a buon fine, la Reuters a mette di fornte ad un progetto ancora più complesso fornendo risorse, coaching ed incentivi. Se il progetto va male l’esaminato torna alla posizione di linea che ricopriva in precedenza. Si tratta di un atteggiamento antiquato verso l’innovazione.
    Le aziende eccellenti, infatti, prendono gli innovatori e li posizionano in mezzo all’organigramma, lontani dalle posizioni formali. Porli in mezzo all’organigramma vuol dire che essi diventano snodi di innovazione , hanno maggiore accesso alle informazioni, maggiore autonomia e responsabilità.Questi innovatori, così, possono maturare un know-how specializzato dotato di competenze operative, conoscenza del consumatore e molto altro ancora.

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