Registry

21 Gennaio 2008

Poco tempo fa ho tenuto un corso di introduzione ai sistemi operativi presso lo IAL di Pordenone (con IAL ogni tanto collaboro e, in tali casi, mi chiede di trattare determinati argomenti non propriamente standard). Non avevo molte giornate a disposizione ma ho cercato di dare una visione generale e di descrivere l’evoluzione dei sistemi operativi e il loro contesto storico. Ho però illustrato alcuni concetti di base utilizzando due sistemi per la parte pratica: LINUX e Windows.

La esposizione ad un certo punto è arrivata sul Registry di Windows. Il Registry è un database gerarchico che contiene ogni sorta di informazioni e spesso è causa di problemi dovuti alle eccessive libertà che certe applicazioni si prendono. Facendo il paragone con altri sistemi ho fatto notare la natura “binaria” contrapposta spesso a file testuali di configurazione e ho anche fatto notare che ultimamente sempre più spesso si utilizzavano file testuali e XML per questo anche in ambiente Windows.

Però ho notato una cosa scontata ma proprio per questo sottovalutata che con i file testo non si può fare: le ACL sulle chiavi. Questo discorso nasceva dal fatto che volevo mostrare che in Windows buona parte delle entità è controllabile tramite una ACL. Nel Registry è possibile definire facilmente una ACL su una singola chiave. Sarebbe estremamente più complicato definire una sezione ad accesso controllato su un file testo. E’ stato un momento di comprensione.

E’ interessante il fatto che pochi giorni dopo nel blog The Old New Thing l’autore Raymond Chen è uscito con il post Why are INI files deprecated in favor of the registry.  Una bella coincidenza!